Termina l’era Zhang a Milano, l’Inter passa ad Oaktree

Il colosso di investimento a stelle e strisce diventa proprietario della Beneamata dopo aver atteso i termini della scadenza della restituzione del prestito. Cosa lascia l’ormai ex presidente ai suoi tifosi e quali prospettive si apriranno in futuro?

Era ormai il lontano 2018 quando l’Inter vide avvicendarsi, dopo il periodo piuttosto turbolento della gestione Thohir, Steven Zhang, figlio di Zhang Jindong (proprietario del Suning Holdings Group) alla poltrona più alta, quella presidenziale, di una delle realtà storiche più blasonate del calcio italiano.

Dai primi proclami informali, dove si dichiarava di voler vincere tutto sembra passata un’eternità e l’eredità che il giovane presidente uscente lascia ai californiani di Oaktree Capital Management è una delle più positive da quando le proprietà straniere si sono affacciate nella realtà della vicina Penisola. 2 Coppe Italia, 3 Supercoppe e ben 2 Scudetti sono un lauto bottino che rendono Zhang il secondo presidente nella storia dell’Inter più vincente di sempre, a parimerito con Angelo Moratti, dietro solo a Massimo Moratti.

Il primi passi di Zhang: il ritorno in Champions League

Il percorso di Steven Zhang con l’Inter può essere riassunto in tre tappe principali, che hanno segnato il cambio di passo con la precedenze presidenza (quella del magnate Erik Thohir) e che hanno permesso, col passare degli anni, di tornare a piazzare nuovamente l’Inter nella mappa delle squadre che contano, dopo anni di assoluto anonimato e sogni di gloria infranti.

La prima di queste tappe è stata la scelta di chiamare Luciano Spalletti, attuale ct dell’Italia, nell’ormai lontano 2017. Il tecnico toscano, uomo di grandissima esperienza e allenatore solido, riesce sotto la sua guida a riportare l’Inter in Champions, a distanza di sette anni, centrando il quarto posto in campionato. Sono le prime avvisaglie di cambiamento. Da allora, l’Inter non ha più mancato un singolo appuntamento nella massima competizione europea e di questo bisogna dare atto a colui che per primo riuscì in questo arduo compito.

L’arrivo di Marotta e Conte, una nuova Inter prende vita

Il 2018 è un anno cruciale che i tifosi interisti ricorderanno anche per l’ingresso nel board dirigenziale di un’altra figura cardine. L’arrivo dalla Juventus di Giuseppe Marotta, in veste di amministratore delegato, segna un ulteriore cambio di passo e proietta di diritto l’Inter tra le contendenti allo Scudetto. Un ulteriore segnale in questo senso è l’arrivo di Antonio Conte al posto di Spalletti, per cercare di instillare un po’ di mentalità vincente e fame a questa squadra, ormai disabituata a raggiungere grandi traguardi e che ha bisogno di una figura carismatica, un leader, per tornare a primeggiare.

La prima stagione del tecnico leccese culmina con il secondo posto e una finale di EL, persa, contro il Siviglia. In una conferenza stampa di quel periodo è lo stesso Conte a sottolineare come all’Inter manca ancora qualcosa per colmare un gap, quello con la Juve, ma che si lavora sodo per cercare di appianare le differenze. La seconda stagione risulta un trionfo e i nerazzurri possono sollevare al cielo il diciannovesimo scudetto. Conte, dopo numerose traversie sia personali che con la società, decide di lasciare da vincitore e l’Inter necessita di una guida salda e che possa garantire continuità.

L’arrivo di Inzaghi e la Seconda Stella

La scelta ricade su Simone Inzaghi, accolto subito di buon grado da parte della tifoseria nerazzurra. Il tecnico piacentino, a differenza del suo predecessore, si contraddistingue per un approccio molto più morigerato e sobrio, nonostante le difficoltà si palesino da subito, dopo aver visto la rosa smantellata in estate con le partenze di Lukaku, Eriksen ed Hakimi.

In questi ultimi tre anni però l’Inter ha fatto incetta di trofei, oltre ad aver disputato la finale di Champions League, persa contro il Manchester City, la scorsa stagione. 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe nazionali e l’ambito ventesimo Scudetto, che sancisce il raggiungimento della Seconda Stella da parte dei nerazzurri è il bottino raccolto da Inzaghi e dai suoi uomini.

Traguardi raggiunti grazie ad una comunione di intenti che, nonostante in alcuni frangenti si sia resa difficile (si pensi alla scorsa stagione quando l’esonero di Inzaghi sembrava quasi cosa certa), non è mai venuta meno e ha permesso all’Inter di riguadagnare lo status di squadra forte, dominatrice, come testimoniato dalla cavalcata per lo Scudetto quest’anno.

Si riparte da Oaktree: aria di cambiamento?

Arriviamo così alla situazione odierna, con il fondo Oaktree che riscuote l’Inter dopo che Zhang non è riuscito a restituire il prestito di quasi 400 milioni che gli era stato concesso tre anni orsono.

Stando a quanto trapela da portali specializzati, il fondo californiano dovrà avviare le procedure per riformare il consiglio d’amministrazione e sbrigare le formalità burocratiche. L’attuale management composto da Alessandro Antonello, CEO Corporate, Giuseppe Marotta, amministratore area sportiva e Piero Ausilio, attuale Direttore Sportivo, dovrebbe essere confermato in blocco, in virtù della professionalità e dei risultati raggiunti negli ultimi anni.

Si suppone che le linee guida di governance già tracciate da Steven Zhang rimangano invariate: parità fra entrate ed uscite per quel che riguarda il mercato e investimenti mirati da parte della nuova presidenza, con un occhio di riguardo per i giovani prospetti e le occasioni di mercato a parametro zero, per le quali Marotta è persona navigata e attenta.

Resta solo da dirimere il nodo della permanenza di Oaktree alla guida dell’Inter, ossia se e per quanto avranno intenzione di rimanere al timone della società nerazzurra. Il paragone più calzante e attualmente più realistico che si possa immaginare è quello con il fondo Elliott che possedeva il Milan prima dell’avvicendamento di Redbird.

Si può supporre, dunque, che come molti fondi di investimento, l’obiettivo principale possa essere quello di aumentare il valore della società sul mercato tramite operazioni oculate, ponendo particolare attenzione a risanare i conti societari, per poter poi rivendere l’Inter ad un prezzo ancora maggiore.

In questo quadro è da tenere presente che l’Inter personalmente non rischia nulla poiché la società è stata solo il pegno promesso da Zhang ed è per questo che sta avvenendo il cambio di proprietà. Inoltre, dalla prossima stagione, i nerazzurri parteciperanno al Mondiale per Club e al nuovo format della Champions League che garantisce maggiori introiti e questo dovrebbe permettere alle casse societarie di riprendere fiato.

Nel frattempo seguiremo con interesse anche le vicende di campo e di mercato, con l’Inter che è chiamata ad avviare un ciclo e a confermarsi sugli alti standard ai quali ha abituato i suoi sostenitori. Esiste la questione dei rinnovi di Lautaro, Barella e Bastoni, a di questo si saprà qualcosa in più solo nelle prossime settimane. Quel che trapela da Viale della Liberazione è che si sta lavorando con calma e serenità per raggiungere un accordo proficuo.