Il Marocco fa sognare un popolo e un continente intero: batte 1-0 il Portogallo e vola in semifinale contro la Francia.

Il Marocco è in semifinale dei Mondiali di Qatar 2022. Un risultato storico per la squadra del CT Regragui su cui pochi, anzi pochissimi, avrebbero scommesso un mese fa. Il Portogallo viene eliminato dopo una gara all’attacco, fatta di occasioni e gol sprecati, che però non è bastata a scardinare le solide linee magrebine.

Primo tempo: l’approccio tattico del Marocco e la risposta portoghese

La squadra guidata da Ziyech e Hakimi gioca una partita eroica e tatticamente perfetta. Una squadra tenace e compatta che resiste per 90 minuti al possesso portoghese, molto più verticale e imprevedibile rispetto a quello spagnolo. L’approccio tattico del Marocco è infatti lo stesso di quello usato contro la Spagna. Gli africani giocano sulle linee di passaggio, soprattutto con le mezz’ali e con gli esterni di attacco arretrati e stretti al centro.

Il Portogallo schiera il classico 4-3-3, con Gonçalo Ramos ancora al centro dell’attacco e Bernardo Silva che viene spesso incontro a prendere palla. È chiaro sin da subito per i lusitani che la partita del Marocco sarà quella di non farli giocare per bloccarli centralmente così come fatto con la Spagna.

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Per questo, oltre al fraseggio corto, i portoghesi offrono diverse sventagliate di campo con Bruno Fernandes, Ruben Dias e Ruben Neves: L’obiettivo è cercare gli esterni per allargare le fitte linee marocchine, che sono ben strette tra loro e intasano il centro del campo. Il Portogallo spera così di trovare dei varchi per infilare gli avversari, soprattutto con Joao Felix, che si rende subito pericoloso a inizio gara con un colpo di testa.

Passano i minuti e si alzano i ritmi, ma il Marocco rimane strettissimo e corto in 25-30 metri. Il Portogallo opta allora per il possesso basso per farli venire a prender palla alti, alzare la loro linea di pressione e infilarli alle spalle. Bruno e Bernardo, i palleggiatori più qualitativi dei lusitani, si alternano sulla mediana per combinare passaggi e cercare proprio quei cambi di gioco incrociati in grado di sorprendere la vigile difesa marocchina. 

In tutto ciò, il Marocco non rimane a guardare: le occasioni ci sono e si sviluppano principalmente sulla catena di destra Hakimi-Ziyech-Ounahi. Gli africani ci provano con Amallah, che di piatto manda alto sopra la traversa, e poi anche con Boufal ma Diogo Costa è reattivo sulla sua conclusione a giro dai 25 metri. Le occasioni non sono nitide ma ogni volta che il Marocco riparte dà l’impressione di poter combinare qualcosa di importante.

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Infatti, l’episodio chiave che svolta la partita arriva al 43’. Attiat-Allah effettua un cross dopo il solito scambio tra Zyech e Ounahi. A centro area si trova En-Nesyri, che riesce a colpire di testa con uno stacco imperioso su Ruben Dias. Diogo Costa esce a vuoto e si fa anticipare dall’attaccante marocchino, che a porta spalancata schiaccia la palla in rete e porta in vantaggio il Marocco. 

Secondo tempo: l’assedio portoghese e la resistenza magrebina

Da quel momento, l’inerzia della partita cambia radicalmente. Il CT Santos lo capisce e nel secondo tempo effettua subito due cambi: fuori Guerreiro e Neves, dentro Cancelo e Ronaldo. Si passa al 4-4-2 con 2 punte di ruolo e nuove forze sulle fasce per eludere il pressing e gli stretti corridoi centrali delle maglie rosse. 

Il Marocco rimane intenso e sempre aggressivo a inizio ripresa, con Hakimi e Zyech che guadagnano terreno e partono più avanzati. Ma l’assetto tattico nordafricano deve cambiare al 56’ per l’infortunio di Saiss, il leader difensivo che comandava tutti i movimenti a uscire del reparto arretrato. La gestione palla degli africani cambia, la linea bassa passa a 5 e il Marocco non riesce quasi più a ripartire.

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Il Portogallo spinge e con Bruno spreca un’occasione nitida al 53’, col giocatore dello United che spara alto un tiro dalla sua mattonella. Nel frattempo, Regragui sostituisce Amallash e En-Nesyri per Cheddira e Benoun: dentro quindi un difensore in più per proteggere il prezioso gol di vantaggio.

La risposta portoghese è con gli ingressi di Vitinha e Rafa Leao, unico giocatore in grado di spaccare la partita e una difesa così chiusa. L’averlo messo dentro solo al 75’ sarà forse uno dei maggiori rimpianti di Santos, perché il milanista c’è e si fa subito sentire con una bella iniziativa sulla sinistra.

I lusitani ci credono e attaccano, ma Bono difende con le unghie e con i denti la sua porta. L’occasione più nitida è con Joao Felix, che sfrutta un’ingenuità di Jabrahl. Il difensore marocchino regala palla in area a Ronaldo, che serve in corsa il talento dell’Atletico: sinistro a giro potente dal limite dell’area, ma Bono vola ancora una volta e respinge in calcio d’angolo.

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Il Marocco ha solo Jedirah sopra la linea della palla, mentre tutti gli altri 10 sono dietro a difendere. Ci prova anche Ronaldo, che ha voglia di continuare questo Mondiale, ma il suo diagonale destro sul primo palo viene bloccato da Bono. Il Marocco ha anche la chance per il raddoppio, ma Aboukhlal lanciato in porta si divora il 2-0 con un tentativo di pallonetto a pochi metri da Diogo Costa.

Il Marocco scrive la storia

Gli 8 minuti di recupero sono un assedio a senso unico, quasi un assillo tra le schiere di maglie rosse dei nordafricani. Il Marocco è stoico: si difende e si richiude in una pioggia di cross avversari, con Cheddira che pressa ogni portatore di palla.

L’ultimo squillo è di Pepe, che su assist di Leao spedisce di poco a lato. È l’ultimo atto di una partita eroica, che trova la fine dopo 8 minuti di recupero: il Marocco è in semifinale della Coppa del Mondo per la prima volta nella sua storia. Dopo la Spagna elimina anche il Portogallo di Cristiano Ronaldo, che di certo avrebbe voluto concludere in maniera diversa la sua avventura in Qatar. Piangono i portoghesi, mentre in campo, sugli spalti e nelle tifoserie marocchine di tutto il mondo inizia la festa.

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L’appuntamento è mercoledì 14 dicembre alle 20.00 contro la Francia per entrare ancora di più nella Storia. Ma questo Marocco ha davvero le carte in regola per far sognare.

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