Nella finale più bella di sempre l’Argentina batte la Francia ai calci di rigore e si laurea campione del mondo per la terza volta nella sua storia. A 35 anni e al suo quinto Mondiale Lionel Messi riesce ad alzare la coppa più ambita coronando una carriera ineguagliabile

L’Argentina è campione del mondo. Ma riavvolgiamo il nastro…

Fin dal fischio d’inizio dell’arbitro la nazionale di Scaloni scende in campo con l’atteggiamento di chi quella coppa vuole andarsela a prendere a tutti i costi. Dall’altra parte, l’approccio alla partita della Francia è difficile da spiegare: una squadra completamente spenta, senza idee e incapace di reagire al dominio albiceleste, anche e soprattutto dopo i goal subiti. 

Nel primo tempo l’Argentina tiene la palla e gioca a ritmi alti, crea occasioni da gol ed è compatta e aggressiva quando la palla ce l’hanno gli avversari. Al 23esimo Leo Messi porta in vantaggio i suoi su calcio di rigore conquistato da Di Maria, colpito in area da Dembélé. Al 36esimo lo stesso Di Maria raddoppia dopo una ripartenza da manuale che è un mix di aggressività, qualità e velocità. Al 41esimo Deschamps, probabilmente per dare una scossa alla squadra, effettua una doppia sostituzione togliendo Giroud e Dembélé e inserisce Thuram e Kolo Muani.

Il primo tempo si chiude 2-0, risultato che rispecchia l’andamento dei primi 45 minuti.

L’andamento del secondo tempo prosegue sulla falsariga del primo. L’Argentina è in pieno controllo della partita, crea meno occasioni da gol ma la Francia non sembra aver tratto beneficio dalle sostituzioni e non riesce praticamente mai ad essere pericolosa. L’impressione è che l’Argentina stia serenamente accompagnando lo scorrere del cronometro verso l’inizio dei festeggiamenti.
Poi…Kylian Mbappé!

Su una palla arrivatagli un po’ per caso, al 79esimo Kolo Muani brucia in velocità Otamendi che lo stende in area di rigore. Dal dischetto si presenta Mbappé che batte Emiliano Martinez. È 2-1 e da questo momento ha inizio la partita della Francia. 

Les Bleus ci credono, alzano la pressione e sono più aggressivi. Per l’Argentina non c’è neanche il tempo per assorbire il colpo e riorganizzarsi per contenere l’assalto finale dei francesi che la squadra di Deschamps l’ha già pareggiata. All’81esimo Coman sradica la palla dai piedi di Messi con forza e dà il via ad una ripartenza che si concretizza con un grandissimo gol al volo di Mbappé dopo un ottimo scambio con Thuram. Incredibilmente, è 2-2.

Si capisce che, comunque vada, questa partita è destinata a terminare con un epilogo che rimarrà nella storia del calcio.

Negli ultimi minuti del secondo tempo l’inerzia psicologica è tutta dalla parte della Francia che attacca e sembra avere più energie. L’Argentina pare aver subito il colpo e la tensione si nota negli occhi di tutti, giocatori, staff e tifosi.

All’87esimo Thuram cade in area e sembra non ci siano dubbi sul calcio di rigore. Invece, l’arbitro Szymon Marciniak estrae il cartellino giallo per l’attaccante francese: è simulazione. Il replay dà ragione all’arbitro polacco e ancora ci si chiede come abbia fatto a vedere in diretta un episodio del genere.

Nel recupero un’occasione per parte: al 94esimo Emiliano Martinez para su tiro da dentro area di Rabiot mentre al 97esimo Lloris devia in calcio d’angolo un missile dai 20 metri di Messi.

Tempi supplementari

Nel primo tempo supplementare Lautaro Martinez non riesce a concretizzare due occasioni in cui però, in entrambi i casi, la palla viene deviata da un difensore francese. L’ingresso del Toro, comunque, dà nuova energia all’attacco argentino. Al minuto 108, infatti, una bella combinazione tra Lautaro, Messi ed Enzo Fernandez porta al 3-2 albiceleste. È ancora Messi che ribatte in rete il tiro di Lautaro parato da Lloris. 

Al 116esimo, però, Montiel “para” con un braccio in area un tiro da fuori di Mbappé. Altro calcio di rigore per la Francia. Altra trasformazione dello stesso Mbappé, 3-3.

A 20 secondi dalla fine sui piedi di Kolo Muani capita l’occasione che potrebbe mettere definitivamente in ginocchio il popolo argentino e spezzare qualsiasi sogno di gloria. Emiliano Martinez, però, fa quella che probabilmente ricorderà come la parata più importante della sua carriera.

Calci di rigore

Si va ai calci di rigore, ultimo atto della finale più bella di sempre.
Segna Mbappé, pareggia Messi, sbaglia Coman, segna Dybala, sbaglia Tchouaméni, segna Paredes, segna Kolo Muani ed è Gonzalo Montiel a realizzare il rigore decisivo che fa esplodere di gioia 46 milioni di argentini.

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Un percorso fatto di fatica e sofferenza

L’Argentina è campione del mondo 36 anni dopo l’ultima volta. Un percorso, quello albiceleste, iniziato con l’incredibile sconfitta contro l’Arabia Saudita che aveva costretto la nazionale di Scaloni a giocarsi una partita da “dentro o fuori” già alla seconda giornata contro il Messico.

Un percorso fatto di tanta fatica e sofferenza anche, e forse soprattutto, dalla fase di eliminazione diretta: il finale al cardiopalma contro l’Australia, la rimonta subita in pochi minuti contro l’Olanda e la vittoria ai calci di rigore e l’incredibile epilogo in finale contro la Francia. Un percorso in cui, nonostante tutte le difficoltà, tutti, dai giocatori ai membri dello staff, sono rimasti uniti e hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo per superarle e perseguire un obiettivo comune, il traguardo per cui tutti hanno dato tutto. In questo Mondiale sono stati diversi i momenti in cui sembrava che questa squadra sarebbe crollata e invece è sempre riuscita a superare ogni ostacolo grazie a determinazione, sacrificio, spirito di gruppo. E proprio perché il valore delle cose è determinato dalla fatica fatta per ottenerle, si può dire che il percorso dell’Argentina in questo Mondiale abbia avuto il finale che si meritava.

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